lunedì 3 agosto 2009

Valigioni giganti e cortesia cinese

Come promesso, eccomi qui con il primo post dalla cara vecchia Cina! Sono arrivata da meno di mezza giornata e quindi sono ancora un po' sfasata per via del fuso e delle poche ore di sonno, ma le cose da raccontare sono veramente tante e sarà meglio mettersi sotto! Prima di tutto, il semplice fatto che stiate leggendo questo post segna un netto 1-0 per noi nella partita contro il regime: da qui non posso accedere al blog perché blogspot.org è finito sulla lista nera del governo insieme a facebook e youtube, ma per fortuna grazie ad un convenientissimo programmino installato su uno dei pc riesco ad aggirare la censura! L’unico dramma è che ovviamente tutti i volontari si contendono questa postazione perchè è l’unica da cui si può accedere a facebook...
L'inizio dell'avventura a Shanghai è stato tipicamente cinese, con uno scambio di cortesie al limite dell'imbarazzo: arrivo in aeroporto con una valigia in cui potrebbe entrare un 747 e ad accogliermi c'è una ragazza cinese che avrà circa la mia età e che mi si avvicina abbozzando qualche parola in inglese. Io dopo qualche minuto prendo coraggio e diventando viola come una melanzana mi lancio in un timido “wo hui shuo yidian hanyu” [io parlo un po' di cinese], al che lei sfodera un sorriso di pura felicità e comincia un discorso in cinese alla velocità della luce, di cui io capisco più o meno la metà anche se continuo ad annuire come se captassi ogni singola parola. La ragazza è talmente felice di essersi schivata la conversazione in inglese che si lancia supervolenterosa sulla mia valigiona e si offre di portarmela (notare che lei è piccolina e magretta, quindi l'effetto visivo era quello di una formichina che tenta di spostare un filone di toscano). A questo punto io non so più cosa fare, perché da una parte l'etichetta cinese mi impedisce di rifiutare l'aiuto offertomi, dall'altra il buon senso mi dice che non è possibile lasciare che una ragazza grande la metà di me mi faccia da uomo di fatica! Insomma, finisce che arriviamo alla fermata dell'autobus spingendo il bagaglio in due, sotto gli occhi perplessi degli altri viaggiatori.
Passata la fase imbarazzo comunque è andato tutto liscio, e dopo un' oretta in autobus siamo arrivate agli alloggi. Noi volontari siamo sistemati in due appartamenti che fanno parte dello stesso edificio strutturati come due piccoli ostelli privati: in ciascun appartamento ci sono 3 camere con letti a castello che possono ospitare fino a 4-5 persone l'una, una cucina e una sala comune con divanoni, che nel nostro caso è anche l'ufficio della Xubo, l'organizzazione che si occupa di noi volontari, il che ci permette di avere l'allacciamento a internet tutto il giorno.
Oggi ho anche avuto occasione di conoscere parecchi altri volontari, ho festeggiato insieme a loro la prima sera a Shanghai con una megacena con cibo per un esercito, slurp!
Di cose da dire ce ne sarebbero ancora mille ma la stanchezza del viaggio inizia a farsi sentire pesantemente e domani sarà un' altra giornata abbastanza intensa, visto che inizia l'orientamento... Mi farò sentire presto con nuovi aggiornamenti, per ora buonanotte a tutti!

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